Roberto Capitanio
A PROPOSITO DI ACQUA
I grandi artisti contemporanei raccontano la Provincia di Frosinone
Roberto Capitanio
Abitò con sé stesso
Elio Marchegiani, Riccardo Guarneri, Gioni David Parra e Carlo Rea
Roberto Capitanio
Attraversamenti
Alberto D'Alessandro
Roberto Capitanio
Lo Specchio dell'Oltre
Paola Romano
Roberto Capitanio
Chéz Benedetto
Bruno Donzelli
Roberto Capitanio
La pittura. Una finzione vera
Ciro Palumbo
Roberto Capitanio
Ombre e Luci
Paola Romano
Roberto Capitanio
La Eco del Bosco. H2O
Franco Marrocco
Roberto Capitanio
La forza della rinascita
Franca Pisani
Roberto Capitanio
Le radici nel tempo
Giorgio Celiberti
Roberto Capitanio
Lepanto
Mario Vespasiani
Roberto Capitanio
DonnePrime
Cinzia Pellin
Roberto Capitanio
Vis Lucis
Athos Faccincani
Roberto Capitanio
NEOPLACITI
Alfredo Rapetti Mogol
Roberto Capitanio
La Poesia della Pittura
Marcello Scuffi
Roberto Capitanio
FRA MEMORIA E MONITO
PIERLUIGI DE LUTTI
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A PROPOSITO DI ACQUA
I grandi artisti contemporanei raccontano la Provincia di Frosinone
La mostra “A proposito di acqua” organizzata dalla Provincia di Frosinone in collaborazione con il Comune di Fiuggi ha costituito il secondo appuntamento nell’ambito del progetto itinerante “I grandi artisti contemporanei raccontano la Provincia di Frosinone”, iniziativa dell’Amministrazione Provinciale tesa a valorizzare nel corso degli anni alcuni siti storici presenti in Ciociaria e nel Cassinate.
Per l’edizione 2021 di questo evento sono stati scelti i maestri Antonio Tramontano, Roberto Franchitti, Nino Barone, Enzo Iovino e Cosmo Di Florio, ognuno di essi caratterizzato da un proprio linguaggio artistico, ai quali è stato affidato il compito di “leggere e interpretare” tramite le loro opere i monumenti, la storia, le risorse e la cultura del territorio fiuggiano, e in particolare della famosa Fonte di Bonifacio VIII, sede della mostra che è stata tenuta durante la scorsa estate.
Dal sito ufficiale del MIBACT, a proposito della Fonte di Bonifacio VIII:
Il complesso di Luigi Moretti rappresenta un esempio di perfetta integrazione tra corpi architettonici e paesaggio naturale. Esso si compone di diversi volumi che aderiscono all’orografia dell’area, caratterizzata da un pendio coperto da un castagneto. Un percorso pedonale porta dall’ingresso principale all’area centrale destinata alla mescita. Il viale termina in uno spazio protetto da una sottile tettoia di forma trapezoidale che l’architetto ha denominato “tenda Araba”, sia per la forma che per l’uso per cui è stata pensata: riparare dal sole. Lungo l’asse centrale si sviluppa una promenade segnata da un doppio filare di alberi e delimitata su entrambi i lati da edifici lineari che ospitano negozi e servizi. Ad essi sono anteposti due portici che offrono agli utenti una vasta zona in ombra. I portici sono elementi molto interessanti sia dal punto di vista formale che strutturale. Ognuno di essi si compone di una sequenza di sottili superfici curve, che sembrano vele in balia del vento. Uno spessore così ridotto è possibile grazie all’uso di una serie di travi incrociate in cemento armato precompresso, innervate nell’estradosso. Tra i portici e i volumi bassi dei negozi si definisce uno stacco che permette di far riaffiorare, lungo il percorso, la vista della natura. La “tenda Araba” è una copertura in cemento armato che, poggiando su quattro grossi pilastri, prende una forma morbida, come fosse un tessuto: si piega sui lati lunghi e si curva al centro. Per produrre questo effetto l’architetto innerva l’intradosso con una serie di travi non visibili all’esterno, dove la superficie rimane levigata. Da questo spazio si accede agli ambienti chiusi per i trattamenti invernali o, attraverso la scala, al livello superiore. Una lunga scala porta a una terrazza coperta da un tetto circolare, una cupola rovesciata forata al centro che è comunemente chiamata “la Rotonda”. La sua forma e il foro centrale ricordano il Pantheon o le antiche terme romane. La “Rotonda” è adibita alla mescita all’aperto. Il foro nella sua copertura serve come impluvio per raccogliere l’acqua nella vasca sottostante. Lo spazio per la mescita all’aperto si estende in una serie di altre terrazze di forma circolare che coprono le sale adoperate per il periodo invernale. Da queste terrazze è possibile godere dello splendido paesaggio circostante. Il complesso termale disegnato da Luigi Moretti è in sintesi un’architettura pensata come un percorso con un grande fondale scenografico, articolato su più livelli raccordati da una scala centrale rettilinea e da due scale laterali curvilinee. L’uso delle forme circolari che caratterizzano i volumi, le coperture e le scale rende l’insieme estremamente dinamico e perfettamente inserito nel contesto naturale.
A impreziosire i dipinti e le sculture realizzate dagli artisti invitati sono state esposte a corredo anche opere di Vinicio Berti, Sam Francis e Mark Tobey, provenienti da una collezione privata.
La curatela della mostra “A proposito di acqua” è stata affidata al prof. Roberto Capitanio, che si occuperà di organizzare anche le successive mostre in sinergia con il dott. Luigi Vacana, Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone.
Al vernissage hanno preso parte il Sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini, l’Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone Luigi Vacana, il Direttore delle Terme di Fiuggi Giampiero Paris, il prof. Giovanni Amati in rappresentanza della Casa Vinicola Casale del Giglio, il prof. Roberto Capitanio e tutti gli artisti.
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