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Roberto Capitanio
Una immagine del vernissage
La mostra
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La mostra
Franca Pisani. La forza della rinascita

La mostra di Franca Pisani, curata da Roberto Capitanio, come scritto si sviluppa in due parti. La prima si intitola "Il giardino di pietra" ed è un’istallazione che trasforma e crea reperti dei bombardamenti avvenuti durante la seconda guerra mondiale dagli alleati e conservati in questi 75 anni nei sotterranei dall'Abbazia. Questi frammenti di arte, manufatti secolari diventano contemporanei, quasi un ritorno dalle viscere dell'Abbazia a nuova luce per un pubblico che deve passare in mezzo a questi reperti, per dialogare con il passato-presente sfiorando “la resurrezione dei materiali”. Nel 1944 circa 250 aeroplani bombardarono e distrussero la magnifica Abbazia, ma il motto di Franca Pisani è "L'arte vince sempre". Così i frammenti del passato amati, sorvegliati, conservati con amore da questa luogo sacro, tornano dalle viscere della cripta interna per denunciare la violenza e testimoniare la possibilità di leggere nella drammatica distruzione un senso di appartenenza universale al mondo dell'arte che, simboleggiando pace e bellezza, entra nelle nostre menti come ripudio della guerra e dell'odio tra i popoli. Nel “giardino di pietra” si formano composizioni di frammenti di affreschi medievali, testine di santi e di angeli, colonne doriche, mani, braccia spezzate, mosaici bizantini, panneggi di santi, ma anche elmetti e bombe inesplose. Oltre i secoli dei secoli, questi brandelli di storia continuano il cammino dell'umanità e concretizzano i demoni del passato contro la presenza di angelica delicatezza nel delirio dell'umanità. La seconda installazione, dal titolo “Trasparenze” circonda la prima. Il pensiero va ai bombardamenti durati giorni e si concretizza nelle gigantografie in bianco e nero che costruiscono un percorso di ricordi e di ferite all'interno del Museo dell'Abbazia di Montecassino. Appese davanti alle gigantografie ci saranno 25 “sete di Lione” (10 di 140x70 cm, 10 di 120x60 cm e cinque di 100x50 cm). In questo caso si tratta di un progetto artistico nato all'interno della recente mostra personale di Franca Pisani allestita nel 2017 nel Museo d'Arte Contemporanea Macro Testaccio di Roma. La “seta di Lione” nasce per restaurare manufatti, opere d'arte antiche, ed è per sua natura trasparente, leggera, quasi impalpabile. Grazie a queste caratteristiche la seta dipinta dall’artista e posta in sospensione grazie a dei telai rigidi, diventa una sorta di lente d’ingrandimento attraverso la quale si vedono le gigantografie della distruzione dell’Abbazia durante la seconda guerra mondiale. Ma ogni opera riflette il pensiero di rinascita dato dai colori e dal tratto, dal segno archeologico, cifra stilistica dell'installazione. Il messaggio che l’artista affida alle sue realizzazioni concettuali è che le sete appese come petali segnici colorati e contemporanei, nonostante la loro intrinseca fragilità, schiacciano con il soffio dell'arte l'odio raffigurato nelle gigantografie. Rivive così il segno primordiale che dalle caverne, dalle grotte di Lescaux in cui l'umanità sconfiggeva le paure con disegni e pitture rupestri, è arrivato a noi e lo ritroviamo nel nostro DNA.
Details
From 06/04/2019 to 19/05/2019
Curator: Roberto Capitanio
Location: Museo dell'Abbazia di Montecassino
City: Cassino